FORMAZIONE TUTOR

I nostri giovani tutor al Parco della Guastalla.

Il 5 aprile i nostri tutor si sono dedicati alla simulazione di Milano fra Rinascimento e Dominazione. Nonostante il tempo uggioso, hanno potuto visitare Ca’ Granda, la bellissima chiesa di San Bernardino alle Ossa e il magnifico parco della Guastalla. Oggi vi parleremo, in particolare, della Ca’ Granda, che oggi è conosciuta come Università Statale di Milano.

Un viaggio non solo alla scoperta della storia di Milano, ma alle origini dell’Università Statale.

Miriam Gualteroni

“Questo è l’intento – spiega Miriam Gualteroni, membro del direttivo di Milano Fuoriclasse- Far conoscere anche agli studenti stessi le origini della loro università, che è tale solo dal 1923. Molti di loro non conoscono la storia di questo edificio; un po’ perchè collocati in sedi più moderne, un po’ perché si tende a dare per scontato che si tratta di un edificio pensato per gli studenti, anche se si tratta di un edificio che ha subito nei secoli molte modifiche…” conclude con un sorriso.

In effetti, chi avrebbe mai pensato che questo edificio, così caro agli studenti di tantissime generazioni, era un ospedale? Eppure così fu. Il progetto nasce dalla mente di Antonio Avellino, detto Filarete (che ha anche dato il nome alla torre principale del Castello Sforzesco). Il cantiere, però, rimane fermo per molti anni poiché non si riescono a trovare i fondi necessari per completare la struttura. Fortunatamente, nel 1624, un ricco commerciante di nome Giovanni Pietro Carcano devolve metà della sua eredità per la costruzione della Ca’ Granda, tanto che molti lo considerano un “secondo fondatore”. Le sue donazioni continuarono, ininterrotte, per ben 16 anni.

Purtroppo la nostra bella sede universitaria ha su di sé i segni dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, in particolare proprio il cortile che era stato costruito grazie al generoso lascito di Carano, ovvero il Cortile d’Onore. Dobbiamo ringraziare un architetto italiano, Liliana Grassi (1923-1985), per la cura e le nuove tecniche adottate nella ricrostruzione.

I cortili che oggi molti dei ragazzi delle discipline umanistiche frequentano sono i cortili ricostruiti negli anni ’60 del novecento… Eccezion fatta per gli studenti di Storia e di Filosofia, che hanno la fortuna di essere collocati nei cortili più antichi, come quello della “Ghiacciaia” e della “Legnaia”.

Vi abbiamo un po’ incuriosito? Tenetevi pronti allora, questo non era che un assaggio!

Per chi volesse approfondire, vi lasciamo il link dell’Università Statale molto dettagliato: http://www.lastatale90.it/visita-ca-granda/il-cortile-donore/

Foto di Miriam Gualteroni