IL MONDO A MILANO: PICCOLO BANGLADESH

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Per continuare il nostro percorso alla scoperta dei quartieri multiculturali di Milano. Questa volta vi portiamo tra Via Gaffurio, via Benedetto Marcello, via Vitruvio e via Settembrini. Queste vie costituiscono un quadrilatero con vertice in piazza Caiazzo, ormai riconosciuto come “piccolo Bangladesh”, tanto che gli stessi bangladesi lo chiamano familiarmente “Banglatown”.

Prima curiosità: la comunità bangladese ha una “polarizzazione di genere” tra le più marcate in Italia: le donne rappresentano solo il 27,2%. Il marito infatti chiede il ricongiungimento solo quando ha raggiunto una solida posizione economica, quindi parecchi anni dopo l’arrivo nel nostro Paese.

Quand’è che si inizia a delineare “il piccolo Bangladesh”? Già alla fine degli anni ’80, i grossisti italiani della zona che vendevano tessuti, complementi d’arredo e accessori d’abbigliamento, contavano tra i propri clienti un gran numero di ambulanti senegalesi e magrebini. Negli anni ’90 si attestano le prime richieste di residenza, oltre alla gestione degli esercizi commerciali, con i primi insediamenti di immigrati. In pochi anni la colonia è cresciuta, non senza episodi di sovraffollamento e di speculazione da parte degli affittuari. A metà anni ’90 sono apparsi i primi servizi di telefonia internazionale e di money transfer. Nel 1997 ha aperto il primo phone shop bangladese, che è stato l’avvio per altri esercizi quali alimentari, mini-market e rosticcerie.

Altra caratteristica interessante di questo quartiere è l’architettura: sono presenti diversi palazzi in stile liberty, che sono stati poi popolati dalla comunità proveniente dal Bangladesh all’arrivo in Italia.